Social Media

Twitstar

“Cos’è una twitstar?” L’abbiamo chiesto alle twitstar!

di Alessandra Bacci

“Scrivilo con 2 ee e una t! La T maiuscola, la S minuscola! Aggiungi uno spazio, metti il cancelletto! Scrivilo come vuoi ma ti prego non chiamarci twitstar!”
Se non li conoscessimo ci saremmo aspettati una replica così, per fortuna invece le risposte dei Vip di Twitter alla domanda “Cos’è una twitstar?” sono state ben più divertenti e ci hanno offerto la possibilità di raccontarvi il loro mondo andando oltre lo slang da professionisti.
Ci siamo chiesti Cos’è una twitstar perché la domanda ci viene posta spesso dai nostri clienti e soprattutto perché siamo consapevoli che per raccontarvi chi sono questi nuovi protagonisti del web serve il parere degli esperti, quelli veri!

Fare storytelling

Per un buon Storytelling ci vuole una buona Social Intelligence

di Valeria Severini

Il 23 ottobre abbiamo presentato a SMAU, in collaborazione con Assintel Digitale, Per fare un buon Storytelling ci vuole una buona Social Intelligence. Di Storytelling si parla molto. Raccontare storie che ingaggino i propri clienti è fondamentale per emozionarli, per lasciare una traccia nelle loro menti che orienti le scelte di acquisto al di là della competizione di prezzo. Questo è certo. Noi abbiamo provato ad affrontare il tema dello Storytelling a partire dalle sue fondamenta. Che storia raccontare? Quale storia può essere più efficace di un’altra? Quali temi sono rilevanti? Quali sono i canali appropriati? Qual è il tono di voce da utilizzare?

Social media e turismo

Social Business Intelligence per il turismo. Come conoscere, costruire e gestire la propria notorietà in rete

di Valeria Severini

L’offerta turistica, al giorno d’oggi, non può più fare a meno del web che è diventato uno strumento indispensabile per la promozione del territorio. Ma far parte della rete non basta: è necessario sviluppare progetti mirati che sappiano ascoltare il web. Esserci non basta, contano soprattutto il dove, il quando, il come e il perché. Ad entrare in gioco non è solo il sito ma tutto l’ecosistema dei Social Network e dei Media online, che insieme possono veicolare “storie” che interessino il cliente e creino fidelizzazione.

A NoFrills, in una sala gremita di Operatori del Turismo, Valeria Severini di Freedata Labs, insieme ad AssintelDigitale, ha offerto una panoramica degli strumenti esistenti ma soprattutto un metodo per comprendere come progettare una presenza in rete efficace, a partire dall’analisi delle conversazioni online. Ed ecco il viaggio…
Social Intelligence competenza aziendale

Social Intelligence: fondamentale per le aziende che vogliono crescere nel mercato

di Natalie Kouzeleas

(english follows)

Crediamo che la “Social Intelligence” dovrebbe occupare un ruolo di rilievo sul tavolo di un CEO e che gli indicatori di “Social Expression” dovrebbero essere integrati all’interno delle funzioni tradizionali di Business Intelligence.

Pensiamo anche che sia giusto dire che la “Social Intelligence” è ancora nella sua “infanzia”. Stiamo tutti imparando come procedere. Se digitiamo “Social Intelligence” su Google notiamo che le prime cinque pagine sono piene di link alle definizioni di ciò che è la “Social Intelligence”, a Tools e fornitori di servizi di “Social Intelligence” e a Blog che spiegano come utilizzare la “Social Intelligence” come parte di una strategia digitale.

10 consigli sul profilo linkedin

Le 10 regole d’oro per un profilo LinkedIn efficace

di Jessica Bonaiti

Se pensi che aggiornare il tuo profilo Linkedin sia una “mission impossible”, ti sbagli! Basta seguire poche semplici indicazioni per rafforzare la tua rete di business e raccontare le tue competenze ed esperienze.

Ecco alcuni suggerimenti!

1. Dai un volto al tuo nome

Dato che la prima impressione è quella che conta (ci vogliono da 1 a 10 secondi per farsi un’idea di una persona e per decidere se contattarla oppure no! – fonte: Association of Psychologist Science), per bucare lo schermo è essenziale una foto di profilo professionale: oltre ad essere indice di serietà ed affidabilità, aumenta la visibilità che si ottiene all’interno del business network e la probabilità che le persone rispondano alle tue richieste di connessione e ai tuoi interventi nelle discussioni: tutti preferiscono parlare con un volto piuttosto che con un’icona anonima!

Web Listening

Web Listening: non mischiate le mele con le pere

In questi ultimi anni mi è capitato molto spesso di osservare ed analizzare in profondità report di web listening presentati ad aziende o illustrati durante dei convegni, rimanendo sempre molto stupito nel veder mischiare le mele con le pere o, come diceva il mio indimenticato insegnante di Matematica prof. Riggio, “confondere le rape con i rapanelli”. Mi spiego meglio: i report di web listening sono basati prevalentemente su una metrica che è quella della menzione in rete di un brand, di una azienda o di un prodotto, metrica che in letteratura viene poi tradotta con il termine buzz (questa volta lascio da parte considerazioni su sentiment e reputation già fatte su un mio precedente post).